In questo articolo scoprirete come viene prodotto il caffè decaffeinato, quanto è salutare il Decaffeinato e quali fattori ne influenzano il gusto. Sempre più amanti del caffè desiderano consumare meno caffeina o gustare un caffè anche più tardi nella giornata. Il Decaffeinato offre una buona alternativa.
Tuttavia, rimangono molte domande:
- · Il caffè decaffeinato è salutare?
- · Come viene decaffeinato il caffè?
- · Vengono utilizzati solventi chimici?
- · Il Decaffeinato contiene ancora caffeina?
- · Ha il sapore del caffè classico?
I metodi moderni eliminano gran parte della caffeina, preservando al contempo molti aromi naturali. Anche i chicchi, la lavorazione e la tostatura influenzano il gusto.
Perché anche per il Decaffeinato vale il principio: un buon caffè nasce da chicchi di qualità.
Che cos’è il caffè decaffeinato?
Il caffè decaffeinato è un caffè a cui, prima della tostatura, viene eliminata gran parte della caffeina naturalmente contenuta. La decaffeinizzazione avviene già sui chicchi di caffè verdi, ancora non tostati. Tuttavia, il Decaffeinato non è completamente privo di caffeina. Anche dopo la decaffeinizzazione, nel chicco rimane una piccola quantità di caffeina. Nell’Unione Europea, il caffè può essere definito «decaffeinato» se, nel caffè tostato, il contenuto di caffeina non supera lo 0,1% della sostanza secca.
Il caffè decaffeinato non è quindi un prodotto di caffè diverso, ma fondamentalmente la stessa materia prima a cui è stata aggiunta una fase di lavorazione. Anche per il Decaffeinato, l’origine, la varietà di caffè, la qualità dei chicchi verdi e la tostatura svolgono pertanto un ruolo decisivo nel gusto finale. Un caffè decaffeinato di alta qualità può sviluppare un aroma, un corpo e un carattere notevoli. È fondamentale che durante la decaffeinizzazione si perdano il meno possibile i componenti del chicco di caffè importanti per il gusto e che la successiva tostatura sia adattata ai chicchi decaffeinati.
Come viene decaffeinato il caffè?
La decaffeinizzazione avviene già sui chicchi di caffè verdi, ancora non tostati. In questo processo viene eliminata gran parte della caffeina naturalmente contenuta. L’obiettivo di tutti i metodi è estrarre quanta più caffeina possibile, preservando al contempo nel modo migliore i componenti del chicco importanti per il gusto e l’aroma.
Uno dei metodi più collaudati è il processo DCM con diclorometano. Il DCM può sciogliere la caffeina dal chicco in modo molto mirato, consentendo così una decaffeinizzazione relativamente delicata per gli aromi. Dopo l’estrazione, il solvente viene nuovamente rimosso; successivamente i chicchi vengono essiccati e tostati. Il DCM si distingue in particolare per l’estrazione selettiva della caffeina, la buona conservazione del profilo aromatico e l’efficienza relativamente elevata del processo. Nell’UE il diclorometano è espressamente autorizzato per la decaffeinizzazione del caffè. Per il caffè tostato si applica un limite massimo rigoroso di 2 mg di DCM per chilogrammo di caffè. Se questi requisiti di legge vengono rispettati, il processo è considerato sicuro per il consumo.
Nel processo con CO₂, la caffeina viene estratta con anidride carbonica ad alta pressione. Questo metodo non utilizza i classici solventi organici, ma richiede impianti complessi e un notevole dispendio tecnico ed energetico.
I processi a base d’acqua, come lo Swiss Water® Process, rinunciano anch’essi ai solventi organici, ma, a causa dei componenti idrosolubili del caffè, possono richiedere una gestione del processo particolarmente accurata per preservare il più possibile il profilo aromatico. Un’altra possibilità è la decaffeinizzazione con acetato di etile, che può essere di origine naturale, ma che a livello industriale viene prodotto anche sinteticamente.
I diversi processi presentano quindi punti di forza e debolezze differenti.
È importante sapere che, indipendentemente dal processo utilizzato, tutti i metodi di decaffeinizzazione autorizzati nell’Unione Europea sono considerati sicuri e soggetti a rigorosi requisiti di legge.
Caffè decaffeinato senza sostanze chimiche: cosa significa?
L’espressione “caffè decaffeinato senza sostanze chimiche” è spesso utilizzata, ma può risultare fuorviante. Di solito si riferisce a processi che non impiegano solventi organici come il diclorometano e utilizzano invece, ad esempio, acqua o anidride carbonica per la decaffeinizzazione.
Questo, tuttavia, non significa automaticamente che questi processi siano “più salutari” o fondamentalmente migliori.
La qualità di un caffè decaffeinato non dipende quindi soltanto dal fatto che venga utilizzata acqua, CO₂ o un solvente. A determinare la qualità in tazza è soprattutto l’interazione tra chicchi di caffè verde di alta qualità, un processo di decaffeinizzazione delicato e una tostatura accuratamente calibrata.
Il caffè decaffeinato è salutare?
Secondo le attuali conoscenze scientifiche, per la maggior parte delle persone il caffè decaffeinato può rientrare in un’alimentazione equilibrata. La differenza principale rispetto al caffè classico consiste nel contenuto di caffeina notevolmente ridotto. Molti altri componenti naturali del caffè rimangono invece presenti. Tra questi figurano in particolare i polifenoli e altre sostanze vegetali ad azione antiossidante. La decaffeinizzazione rimuove quindi principalmente la caffeina: non trasforma affatto il caffè in una bevanda priva dei suoi componenti caratteristici.
Proprio per le persone sensibili alla caffeina o che desiderano ridurne consapevolmente il consumo, il decaffeinato può quindi rappresentare un’alternativa interessante. È possibile continuare a gustare il caffè assumendo però solo una frazione della consueta quantità di caffeina. La qualità finale di un caffè decaffeinato, tuttavia, non dipende soltanto dal basso contenuto di caffeina. È piuttosto determinante l’interazione tra chicchi verdi di alta qualità, una decaffeinizzazione delicata e una tostatura accuratamente calibrata.
Il caffè decaffeinato è meno acido e più digeribile?
Il caffè decaffeinato viene spesso associato a una migliore digeribilità. Tuttavia, non è automaticamente meno acido. La decaffeinizzazione rimuove principalmente la caffeina, mentre gli acidi naturali del caffè rimangono in gran parte intatti.
La digeribilità percepita di un caffè dipende da diversi fattori, tra cui i chicchi utilizzati, la tostatura, il metodo di preparazione e la sensibilità individuale.
Chi reagisce soprattutto in modo sensibile alla caffeina può comunque trovare più gradevole il caffè decaffeinato. Il decaffeinato non è quindi necessariamente meno acido né più digeribile per tutti, ma può rappresentare una buona alternativa soprattutto per le persone sensibili alla caffeina.
Il caffè decaffeinato ha un sapore diverso?
Molti amanti del caffè si chiedono se il caffè decaffeinato abbia lo stesso sapore del caffè classico. Non esiste una risposta valida in assoluto. I moderni metodi di decaffeinizzazione sono concepiti per rimuovere la caffeina nel modo più mirato possibile, preservando al contempo in larga misura i componenti del chicco che ne determinano il gusto. Per questo oggi i caffè decaffeinati di alta qualità si distinguono dal caffè classico molto meno dal punto di vista del gusto di quanto molti immaginino.
La percezione della differenza dipende dal metodo di decaffeinizzazione utilizzato, dalla qualità dei chicchi verdi e dalla successiva tostatura.
Un buon Decaffeinato può essere corposo, equilibrato e aromatico, oltre a conservare il profilo gustativo tipico dei suoi chicchi di caffè. In fondo, la caffeina non è ciò che rende buono un caffè. A determinare il gusto sono soprattutto gli aromi, la qualità dei chicchi e il modo in cui vengono lavorati.
A cosa bisogna prestare attenzione quando si acquista un caffè decaffeinato?
Chi desidera acquistare un caffè decaffeinato di alta qualità non dovrebbe prestare attenzione solo alla dicitura «Decaf». Sono determinanti soprattutto la qualità dei chicchi verdi, il processo di decaffeinizzazione, la tostatura e la freschezza. Osservare attentamente il modo in cui un produttore decaffeinizza e lavora il proprio caffè può quindi rivelare molto sulla qualità del prodotto finale.
Né l’Arabica né la Robusta sono di per sé un indicatore di qualità. Più importanti sono la selezione e la lavorazione accurate dei chicchi, nonché un processo di decaffeinizzazione che preservi gli aromi. Anche la tostatura influisce sul gusto. Chi preferisce un Decaffeinato intenso e corposo può cercare una tostatura leggermente più scura, in grado di esaltare maggiormente il corpo e gli aromi di tostatura.
Da sapere:
I chicchi interi conservano i loro aromi più a lungo rispetto al caffè già macinato. Idealmente, quindi, il Decaffeinato dovrebbe essere macinato solo immediatamente prima della preparazione.
Mamis Decaffeinato
Per ottenere un Decaffeinato di alta qualità, sono fondamentali la combinazione di buoni chicchi verdi, una decaffeinizzazione delicata, una tostatura calibrata e la freschezza.
Per il nostro Mamis Decaffeinato abbiamo scelto consapevolmente il processo DCM. Rimuove la caffeina in modo molto selettivo e consente di preservare molte delle componenti del chicco che ne determinano il gusto. Allo stesso tempo, il processo è efficiente e richiede molta meno acqua rispetto ai metodi di decaffeinizzazione a base d’acqua. Il contenuto residuo di caffeina è inferiore allo 0,1% ed è quindi conforme ai requisiti di legge.
Successivamente, i chicchi vengono tostati secondo il tradizionale metodo di tostatura a tamburo, come Dark Roast, e confezionati esclusivamente in chicchi interi. Nasce così un espresso intenso e corposo, con note di cioccolato e frutta secca tostata, i cui aromi rimangono protetti al meglio fino alla macinatura.
È proprio per questo che il nostro Decaffeinato è così apprezzato: dal punto di vista del gusto, si avvicina sorprendentemente a un classico espresso italiano. Corposo, aromatico e con una bella crema, ma con solo una frazione della caffeina.
Per noi, Decaffeinato non significa rinunciare a qualcosa: si dovrebbe sentire il meno possibile la mancanza di qualcosa, tranne che della caffeina.
Conclusione
Il caffè decaffeinato è ormai molto più di una semplice alternativa per chi desidera ridurre il consumo di caffeina. I metodi moderni consentono di rimuovere selettivamente la maggior parte della caffeina, preservando al contempo molti dei componenti del chicco che ne determinano il gusto. Così, un buon Decaffeinato può avvicinarsi sorprendentemente al caffè classico dal punto di vista del gusto.
A fare la differenza sono la qualità dei chicchi verdi, una decaffeinizzazione delicata che preserva gli aromi, la tostatura corretta e una lavorazione accurata. Chi presta inoltre attenzione alla trasparenza del processo di produzione e alla freschezza non deve rinunciare al vero piacere dell'espresso nemmeno scegliendo un caffè decaffeinato.
Perché il buon caffè non si definisce in base al contenuto di caffeina, ma da ciò che arriva infine nella tazza.
Il caffè decaffeinato in chicchi è migliore?
Sì. Il caffè decaffeinato in chicchi generalmente conserva più a lungo i suoi aromi rispetto a quello già macinato. Se i chicchi vengono macinati subito prima della preparazione, il gusto e il profumo possono esprimersi al meglio.
Il caffè decaffeinato è adatto alla sera?
Molte persone bevono consapevolmente caffè decaffeinato la sera, poiché contiene solo quantità molto ridotte di caffeina. Tuttavia, la sensibilità alla caffeina residua può variare da persona a persona.
Per quanto tempo rimane fresco il caffè decaffeinato?
Come ogni caffè, anche quello decaffeinato dovrebbe essere conservato in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce. I chicchi interi generalmente mantengono più a lungo il loro aroma rispetto al caffè già macinato.
Il caffè decaffeinato contiene ancora antiossidanti?
Sì. Anche dopo la decaffeinizzazione, il caffè contiene sostanze vegetali naturali, tra cui polifenoli dalle proprietà antiossidanti. La quantità presente dipende, tra l'altro, dal tipo di chicco, dalla lavorazione e dalla tostatura.
Quanta caffeina residua contiene il caffè decaffeinato?
Il caffè decaffeinato non è completamente privo di caffeina. Nell'UE, il caffè tostato può essere definito decaffeinato se il suo contenuto di caffeina è pari a non più dello 0,1% della sostanza secca.